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Che c’entra la protesta dei ricercatori con l’Agenzia per la ricerca?

Leggiamo anche in questi giorni della protesta di migliaia di ricercatori, molti dei quali premiati per l’eccellenza della loro attività scientifica, impossibilitati a proseguire il rapporto di collaborazione con le nostre istituzioni di ricerca. A determinare questa situazione di stasi è il fatto che le leggi sul lavoro non prevedono percorsi pensati ad hoc per questa figura lavorativa che è piuttosto diversa da quella di molti altri dipendenti pubblici.  In generale, c’è l’esigenza di lavorare per far sì che le leggi siano un fattore facilitante e non un elemento di ostacolo delle strategie di crescita del paese. Le politiche di sviluppo della ricerca sono certamente un ambito che trarrebbe grande beneficio da una gestione più strategica in cui le regole siano strumenti...

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La ricerca clinica no-profit. Trasparenza, qualità e formazione: l’obiettivo è sempre il paziente

Per ricerca clinica no-profit si intende la sperimentazione effettuata sul paziente non per volontà di una ditta farmaceutica ma per iniziativa di un medico scienziato. Dall’ultimo convegno sulla ricerca indipendente in Italia è emersa una proposta interessante per valorizzare la ricerca clinica promossa da soggetti che fanno parte del mondo no-profit come ospedali e istituti di ricerca. C’è anche Fondazione Telethon tra le 112 istituzioni firmatarie del documento e coinvolte in rappresentanza di tutte le componenti interessate allo sviluppo della ricerca clinica nel nostro paese. Gli spunti sono stati elaborati da un gruppo di lavoro al quale, per Telethon, partecipava Michela Gabaldo che per la fondazione si occupa di affari regolatori e di gestione delle alleanze con l’industria farmaceutica, argomenti, come vedremo, centrali...

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L’ANVUR ci serve. Ma la stiamo utilizzando al meglio?

È stato recentemente presentato il rapporto sulla Valutazione della qualità della ricerca (VQR) effettuata dall’agenzia ANVUR (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) per quanto riguarda la produzione scientifica delle istituzioni accademiche italiane nel periodo 2011-2014.Uno dei principali utilizzi dei dati ricavati dalla valutazione VQR riguarda l’assegnazione della quota premiale del Fondo di Finanziamento Ordinario destinato a Università e Enti di ricerca vigilati dal MIUR. È facile quindi immaginare che i risultati di questa analisi avranno un impatto sulla distribuzione dell’investimento governativo dei prossimi anni nelle infrastrutture di ricerca, determinando quali potenziare in maniera più significativa. Nel corso degli ultimi anni, già durante il primo esercizio di valutazione effettuato dall’ANVUR, sono state sollevate da autorevoli esperti diverse critiche riguardanti...

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Quando i pazienti riescono a spingere la ricerca verso la cura. “Un sogno è solo un sogno, ma un progetto è un obiettivo con un programma e una deadline

A seguito della registrazione della terapia genica Strimvelis per la rara immunodeficienza congenita Ada-Scid, la rivista EMBO Molecular Medicine ha invitato Fondazione Telethon a illustrare il proprio modello operativo tramite l’analisi dei principali passi che hanno portato a questo risultato.L’interesse della rivista è stato motivato dal fatto che, sebbene non sia ormai così raro che farmaci e terapie siano sviluppati tramite collaborazioni tra accademia e industria, è abbastanza inusuale che in questo processo sia coinvolta direttamente, e con un ruolo centrale, una charity che agisce su mandato di una comunità di pazienti.  Il titolo dell’articolo, scritto da Lucia Monaco e Lucia Faccio, rispettivamente direttore scientifico e responsabile dello sviluppo della ricerca per la fondazione, comprende le parole chiave da cui si potrebbe...

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Ricerca pubblica accessibile e lungimirante. Vogliamo parlare anche di responsabilità?

Qualche giorno fa ho letto con interesse un post pubblicato nel blog di Stefano Bertuzzi, CEO della Società americana di microbiologia, nonché advisor e amico di lunga data della Fondazione Telethon. Mi ritrovo molto nelle considerazioni di Stefano alle quali vorrei aggiungere una personale osservazione suscitata proprio dalla attenta lettura del suo pezzo. L’articolo risponde a un editoriale di Tom Stossel, professore emerito della Harvard Medical School, dal titolo eloquente “Don’t thank big government for medical breakthroughs”. In breve, Stossel sostiene che la quasi totalità dei farmaci prodotti dall’industria farmaceutica americana dal secondo dopoguerra in poi deriverebbe da ricerche effettuate unicamente dall’industria senza significativi contributi dalla ricerca accademica, nonostante gli investimenti ingenti che il governo dedica alla ricerca accademica, soprattutto quella di base,...

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Per la medicina del futuro impariamo dal passato

Si parla spesso dell’esigenza di rilanciare la ricerca in Italia. Tra i settori che sono spesso individuati come maggiormente ricchi di potenziale in questo senso vi è quello delle terapie avanzate. In una semplice ma efficace definizione, ciò che la stampa ama chiamare “la medicina del futuro”; un ambito che conosco da vicino. Negli ultimi 15 anni l’Italia ha avuto un ruolo di primo piano nel settore delle terapie avanzate. Sono italiane infatti Holoclar, la prima terapia a base di cellule staminali approvata e registrata nel 2015 per la rigenerazione della cornea a seguito di gravi ustioni, e Strimvelis, la prima terapia genica ex-vivo a base di cellule staminali ematopoietiche destinata a pazienti affetti da una grave immunodeficienza di origine genetica, il...

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Valutare la scienza senza lo scienziato non è la soluzione.Fondamentale il metodo

Parafrasando Churchill, c’è chi dice che il peer review sia il peggiore metodo per la valutazione della scienza, ma solo se non si considerano tutti gli altri metodi sperimentati finora.   Circa cento scienziati coinvolti come valutatori da una rivista scientifica che seleziona gli articoli da pubblicare tramite il metodo della valutazione tra pari hanno ricevuto lo stesso articolo preparato ad arte, con tanto di errori insidiosi da individuare, per effettuare un esperimento.  Metà del campione dei valutatori non conosceva l’identità degli autori dell’articolo mentre l’altra metà ha operato secondo lo schema tradizionale utilizzato nel peer review e in base al quale, mentre chi è valutato non conosce l’identità dei revisori che hanno esaminato la sua proposta, chi valuta sa chi ha...

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Soddisfatti o rimborsati per le ricerche non riproducibili. Ha senso?

Una proposta provocatoria solleva il tema della trasformazione della ricerca accademica in terapie. Ma non dipende solo dai dati non riproducibili. In un recente editoriale pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine, Michael Rosenblatt, vicepresidente e direttore medico dell’azienda farmaceutica Merck, suggerisce la messa a punto di un sistema di risarcimento pagato dall’accademia all’industria per gli accordi effettuati sulla base di evidenze scientifiche che si dimostrano successivamente poi “un terreno debole” ai fini dello sviluppo di farmaci. In particolare, Rosenblatt attribuisce la responsabilità di questo ai dati non riproducibili.  Ken Kaitin, direttore del Tufts Center for the Study of Drug Development, definisce l’idea “semplicemente folle” perché punisce la ricerca accademica per dati prodotti da ricerche che nella maggior parte dei casi non sono...

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Per un Rinascimento della ricerca ispiriamoci alla bottega artigiana Se vogliamo competere sulla scena internazionale dobbiamo permettere ai nostri ricercatori di accedere a percorsi di carriera che lo consentano

È bello leggere dell’intenzione del Governo di rivedere le modalità di reclutamento e gestione delle carriere dei ricercatori nell’accademia, svincolandole da una equiparazione pedissequa a quanto previsto per la pubblica amministrazione. Se vogliamo rendere competitiva la ricerca italiana, è certamente opportuno, tra le altre cose, riflettere sulla figura del ricercatore che ne è l’attore centrale e indispensabile. L’obiettivo è dotarla di tutele, strumenti e riconoscimenti - anche, semplicemente, a partire dalla terminologia che usiamo per descrivere le fasi della carriera di uno scienziato - che corrispondano ai modelli internazionali perché la scienza o è globale o non è. Un contributo interessante a questo proposito è quello di Dario Braga, “Ai ricercatori non basta soltanto la cattedra”, da Il Sole 24 Ore dello scorso...

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Diamo valore alla ricerca italiana iniziando a parlarne in modo meno teorico Il dibattito sui finanziamenti alla ricerca scientifica ha bisogno di concretezza. Guardiamo ai modelli che hanno già dato prova di efficacia

Nelle ultime settimane diversi spunti hanno reso particolarmente vivace il dibattito sulla ricerca scientifica in Italia. Si è parlato molto del ruolo del governo, di quante risorse dovrebbero essere dedicate al sostegno della ricerca e sono anche emerse delle proposte sulle modalità con cui questi finanziamenti dovrebbero essere amministrati. Quest’ultimo argomento, fondamentale per garantire l’efficacia di qualsiasi investimento, piccolo o grande che sia, è stato, a mio parere, affrontato perlopiù in modo vago, spesso con ampio utilizzo di slogan poco utili a produrre un avanzamento della riflessione. Vorrei tentare di proporre un pensamento su un tema centrale alla maggior parte delle proposte emerse: la richiesta di istituire un’Agenzia della ricerca. Condivido l’opinione per cui un passo cruciale che il nostro Paese deve compiere...

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