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Anche nell’emergenza è possibile, e doveroso, operare scelte informate Una riflessione a un mese dal terremoto

Con la triste vicenda del terremoto del mese scorso sono riemerse polemiche già viste sulla gestione dei fondi per far fronte all’emergenza, siano essi di fonte governativa o provengano dalle donazioni dei cittadini che si affidano alle molteplici iniziative di raccolta fondi nate in queste settimane. Rispondere con generosità di fronte all’evidenza della sofferenza altrui è, per fortuna, un moto spontaneo in moltissime persone. Nel caso, poi, di una catastrofe improvvisa come quella rappresentata dalle calamità naturali, è istintivo il senso di urgenza e l’impulso di agire senza perdere tempo. Trovo, tuttavia, che sia legittimo e, anzi, auspicabile, cercare di operare una scelta informata prima di donare, anche in situazioni di emergenza. Qualunque soggetto chieda che gli siano affidati dei denari dovrebbe...

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Papa Francesco ci invita a perseguire una ricerca per la persona Dalle parole del Papa ai partecipanti alla Conferenza Internazionale di Medicina Rigenerativa un'importante riflessione sulle malattie rare

Ai partecipanti alla III Conferenza Internazionale di Medicina Rigenerativa il Pontefice ha parlato oggi di una “globalizzazione dell’empatia” da contrapporre a quella dell’indifferenza. Papa Francesco ha pronunciato parole illuminanti per chiunque svolga la propria opera nell’ambito della ricerca e della sanità e ha invitato tutti a una riflessione importante sull’equità e sull’accesso alla cura, intesa nel senso più completo e profondo di questa parola, in particolare per quanto riguarda l’ambito delle malattie rare. “Perciò, siamo chiamati a rendere noto il problema delle malattie rare su scala mondiale, a investire nella formazione più adeguata, a incrementare le risorse per la ricerca, a promuovere l’adeguamento legislativo e il cambio del paradigma economico, affinché sia privilegiata la persona umana.” Credo che a questa esortazione si possano,...

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Dovrebbe occuparsene lo Stato È una delle obiezioni più frequenti contro l’esistenza delle organizzazioni no-profit (in particolare se si occupano di ricerca)

È sempre molto forte, come emerge anche dalle polemiche delle ultime settimane, la richiesta di maggiore sostegno pubblico alla ricerca. Forse in questa stessa linea stanno anche le critiche di chi sostiene che la Fondazione Telethon non dovrebbe fare quello che fa perché la ricerca sulle malattie genetiche rare dovrebbe essere interamente gestita dallo Stato. La realtà ci dimostra che il futuro è oltre questa contrapposizione. Il dovrebbe appartiene alla dimensione dell’ideale o al massimo di un futuro auspicato. Parliamo invece della realtà, e quindi di quando la coperta non è quasi mai larga abbastanza. Porto l’esempio della ricerca non solo perché è il mio campo, ma anche perché ho l’impressione che questa critica non sia mossa con altrettanta frequenza a chi...

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A giudicare da questi ragazzi, il futuro promette bene. Stiamo con loro! È fondamentale per il no-profit dedicare attenzione alle nuove generazioni e cercare la loro partecipazione

Qualche giorno fa ho incontrato gli studenti del triennio al liceo Di Rosa di Lonato, in provincia di Brescia. Nel corso di uno stimolante dialogo durato quasi tre ore, ho avuto conferma della qualità che possono esprimere i nostri licei, come peraltro emerge anche dalle analisi europee. Ad esempio, il rapporto recentemente pubblicato sull’impatto del programma Erasmus+ rileva che, dopo un tirocinio all’estero, il 51% degli studenti italiani riceve un’offerta di lavoro mentre la media europea è del 30%. A colpirmi, oltre alla grande partecipazione a una proposta formativa e di approfondimento in ore libere dalle lezioni per le giornate di carnevale, è stata la curiosità e la sensibilità che questi ragazzi hanno dimostrato sia verso gli aspetti tecnico-scientifici sia nei confronti...

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Nel cuore del caos della maratona Telethon Stiamo facendo bene il nostro lavoro? Perché una kermesse televisiva ci interroga sul mandato di una charity

Molti hanno l’idea della maratona Telethon come della tipica kermesse con il linguaggio dell’intrattenimento popolare, gli accostamenti a volte improbabili, il bombardamento di appelli alla donazione. La maratona è, anche (e, aggiungerei, necessariamente) tutto questo, ma c’è molto di più. Vivere questo evento dietro le quinte mi regala una forma di stupore che si rinnova ogni anno, molte conferme che mi confortano e quel senso di urgenza, quello stare scomodi che non ci fa mai abbassare la guardia. Al centro di tutto c’è la relazione con le famiglie. Per loro partecipare alla maratona Telethon vuol dire, prima di ogni altra cosa avere uno spazio di esistenza, non solo come parte di una comunità di pazienti, ma come parte di questo Paese, che...

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