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Vasco e Viola – dalla terapia genica uno strumento innovativo per la medicina

Mentre seguivo per la prima volta l’inizio della splendida favola di Vasco e Viola, ho pensato che si sarebbe quasi potuta intitolare “Fuori tema” perché l’argomento di partenza, il cancro, non è la missione di Telethon. Sono altre le malattie di cui ci occupiamo.
In realtà, è la scienza stessa che ha la straordinaria capacità di andare “fuori tema” nel senso che le ricadute di una ricerca sono spesso molto più ampie di quello che si poteva immaginare quando si è deciso di iniziare a studiare per risolvere un problema specifico.
Questo è ciò che è accaduto in particolare con la terapia genica che, nata e portata avanti per produrre una soluzione per malattie genetiche molto rare, ha in realtà sviluppato un patrimonio di conoscenze che adesso si sta rivelando utile anche per aggredire malattie diffuse come alcune forme di tumore.
La terapia messa a punto all’istituto San Raffaele-Telethon per la Terapia Genica consiste nell’inserimento del gene sano nelle cellule staminali del paziente che sono così “istruite” a compensare in modo permanente il difetto genetico responsabile della malattia che non si manifesta più. Questa tecnologia è ora applicata, per esempio, anche in alcune forme di leucemia: in questo caso i linfociti del paziente sono ingegnerizzati in laboratorio e istruiti a riconoscere e attaccare meglio le cellule tumorali.
E la cosa straordinaria è che queste conquiste della ricerca Telethon stanno adesso entrando nell’immaginario collettivo al punto che un artista come Gabriele Muccino ha splendidamente rielaborato questi concetti in modo onirico nel cortometraggio “Vasco e Viola”.
La terapia genica è diventata patrimonio comune e, anche come paese, dobbiamo essere molto fieri di questo.

pasinelli

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