to top

Fabio Pisacane e l’integrità nello sport e nella scienza

Fabio Pisacane, noto calciatore del Cagliari, è recentemente entrato nella squadra degli ambasciatori di missione della Fondazione Telethon.Conoscevo già da qualche tempo la sua storia perché la popolarità di Fabio va oltre il mondo del calcio.

Quando era un adolescente impegnato a muovere i primi passi nelle leve giovanili, una malattia invalidante ha sconvolto la sua vita deviando, in un modo che all’epoca sembrava definitivo, i suoi programmi per una carriera sportiva.

Fabio, alla fine, è riuscito a superare la patologia neuromuscolare che lo aveva placcato e messo temporaneamente a terra. Possiamo dire che, nella sventura, è stato fortunato, ma ha sicuramente dovuto tirar fuori anche una grande tenacia per tornare addirittura ad allenarsi e arrivare poi a giocare da professionista.

Quell’esperienza ha inciso molto sulla sua scelta di impegnarsi per restituire ciò che la malattia gli ha insegnato, soprattutto tramite il confronto con i giovani. Conosce molto bene ciò a cui vanno incontro molti ragazzi che devono imparare a vivere un’esistenza completamente diversa, con limiti e sfide che non avrebbero immaginato di dover superare e altre abilità da esercitare per costruire il proprio futuro.

A colpirmi particolarmente nel racconto della sua vita, è stato anche il modo con cui Fabio ha resistito a un tentativo di corruzione nell’ambito del calcio-scommesse, che ha poi denunciato.

Nel ricordare quell’episodio, ci ha detto che dopo quello che era riuscito a superare nella vita non avrebbe mai potuto gettare via tutto così. Sentirlo raccontare quell’esperienza è come rivederlo a 24 anni con la cristallina volontà di non sprecare un dono.

Quando Fabio è venuto a trovarci negli uffici di Milano, ha portato con sé il premio Fair Play Menarini che aveva da poco ricevuto. Ha poi scritto su Instagram che il premio è un simbolo di continuità tra i valori fondanti dello sport e i valori che dovrebbero essere fondanti nella società civile in cui desidera vivere.

La forza con cui Fabio testimonia l’importanza dell’integrità, e che gli è valsa anche la qualifica di “Ambasciatore del calcio pulito nel mondo” da parte della Fifa, ha molto a che vedere con i temi che porterà negli incontri da ambasciatore di missione per la fondazione.

Il valore dell’integrità è centrale anche nella ricerca.

C’è l’integrità del singolo scienziato nello svolgere il proprio lavoro, imperativo fondamentale oltre alla qualità della sua creatività scientifica, e c’è un’integrità della comunità scientifica a cui tutti coloro che vi fanno parte devono contribuire: ricercatori, gestori, enti finanziatori, decisori politici, comunicatori.

Ciò riguarda l’impegno collettivo per mantenere la barra dritta nel cammino della ricerca.

In altre parole, lavorare per far sì che la scienza proceda con rigore, nei tempi necessari per produrre avanzamenti reali -che comprendono anche, in alcuni casi, la possibilità di fermarsi, correggere la direzione e ripartire.

Integrità della ricerca è anche comunicazione trasparente dei suoi progressi.

Ciò vuol dire non dare false speranze e non derogare mai dal rigore di una comunicazione corretta anche di fronte alla pressione dell’urgenza di chi attende risultati che possono cambiare il corso della vita. C’è sicuramente bisogno di attenzione solidale e compassionevole nei confronti di chi vive in prima persona la difficoltà della malattia: questo richiede empatia e correttezza nella comunicazione della verità.

Per chiunque lavori per supportare la ricerca scientifica applicare questi valori richiede un impegno costante – non è sempre così semplice resistere all’emotività che in troppe situazioni prende il sopravvento sulla formazione dell’opinione pubblica-, ma salvaguardare l’integrità della scienza è fondamentale quanto promuoverne l’eccellenza.

 

 

pasinelli

Leave a Comment