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Cittadini consapevoli: si inizia dalla scuola

Nel mese di febbraio mi hanno contattato i ragazzi della scuola media dell’Istituto Comprensivo Piazza Winckelmann di Roma – mi dicono che “secondaria di primo grado” sia, adesso, la definizione corretta.Ho ricevuto una foto del banchetto che gli studenti avevano organizzato per raccogliere fondi per Telethon distribuendo i cuori di cioccolato durante la campagna di dicembre.

Mi suscita sempre profonda gratitudine sapere che le persone decidono di donare del tempo dalle proprie giornate, che siano lavoratori, genitori attivi nelle associazioni, insegnanti o studenti, per impegnarsi al nostro fianco.

Sarà poi che in questa fase della mia vita è sempre più grande il valore che do alla formazione dei giovani, mi è venuto spontaneo rilanciare con una proposta: «se avete voglia di conoscere a fondo il motivo per cui state aiutando Telethon, vengo a raccontarvelo».

E così qualche settimana dopo mi sono ritrovata davanti a un’aula gremita di ragazzi dagli undici ai tredici anni accompagnati da un’appassionata dirigente scolastica e da bravissimi insegnanti, alcuni dei quali volontari Telethon.

L’incontro con loro è stato entusiasmante. Per più di due ore abbiamo dialogato su moltissimi argomenti che ruotavano intorno al tema fondamentale della collaborazione tra una parte della società che esprime un bisogno, in questo caso la malattia, della ricerca che lavora per dare una risposta a quel bisogno e di tutti coloro che, a titolo diverso, possono supportare questa azione.

Quello che ricordo in modo più nitido di quei ragazzi è la vera gioia di essere lì, la curiosità e la disponibilità con cui partecipavano a riflessioni che possono, e devono, essere proposte anche a loro in modo semplice, ma che certamente impongono un’assunzione di responsabilità che a volte gli adulti tenderebbero a rifiutare.

In ragazzi così giovani è bellissimo vedere l’altruismo che spinge a fare qualcosa per chi è meno fortunato, ma, dal mio punto di vista, è stato ancora più confortante vedere in loro quel desiderio di conoscere che farà di loro dei cittadini consapevoli. E anche i nostri donatori preferiti, quelli informati.

 

pasinelli

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