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Pari opportunità colte al meglio

Chi l’ha detto che uomini e donne sono uguali?È il titolo del convegno organizzato ieri da Farmindustria in collaborazione con Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna) e Fondazione Telethon.

È stata un’occasione interessante per riflettere su temi rilevanti per le donne, e non solo, e sui ruoli che queste ricoprono nella società civile e nel mondo del lavoro con un’attenzione specifica all’ambito farmaceutico dal quale io stessa provengo.

 Come ho avuto modo di ricordare in altre occasioni, la mia esperienza di formazione in un’industria farmaceutica di dimensione internazionale è stata molto positiva. Le aziende presso cui ho lavorato avevano un’impostazione di derivazione anglo-sassone che portava ad abbinare l’equilibrio di genere e l’inclusione delle donne nei percorsi di carriera alla promozione del merito. Credo che questa cultura sia ora largamente diffusa nelle aziende del nostro paese e, in particolare, per quello che io posso osservare nel relazionarmi a questo mondo, nel settore farmaceutico e biotecnologico.

 Si è parlato anche di medicina di genere rispetto alle principali sfide per il futuro in ambito di salute e quindi, principalmente, di invecchiamento attivo e delle patologie ad esso correlate.

 A conclusione del convegno ho avuto il piacere e l’onore di consegnare il premio Telethon-Farmindustria a tre ricercatrici italiane che stanno esprimendo una ricerca di grande qualità.

La scelta delle vincitrici è stata operata su una pre-selezione di ricercatrici italiane che sono attualmente titolari di un finanziamento del Consiglio europeo della ricerca (ERC): la capacità di competere con successo in una delle più prestigiose, e difficili, arene della ricerca internazionale è stata valutata come indicatore di eccellenza.

Un dato interessante ricordato ieri è quello emerso da un recente studio della Commissione Europea che rileva che le ricercatrici italiane superano i colleghi uomini per i progetti vincenti di ben 11 punti percentuali, con la migliore performance di tutti i paesi europei.

 Desidero quindi rinnovare i miei complimenti e il mio augurio di buon proseguimento del lavoro a Valentina Bollati dell’Università di Milano, Vittoria Colizza della Fondazione istituto per l’interscambio scientifico di Torino e Adriana Maggi dell’Università di Milano.

pasinelli

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