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A giudicare da questi ragazzi, il futuro promette bene. Stiamo con loro! È fondamentale per il no-profit dedicare attenzione alle nuove generazioni e cercare la loro partecipazione

Qualche giorno fa ho incontrato gli studenti del triennio al liceo Di Rosa di Lonato, in provincia di Brescia.

Nel corso di uno stimolante dialogo durato quasi tre ore, ho avuto conferma della qualità che possono esprimere i nostri licei, come peraltro emerge anche dalle analisi europee. Ad esempio, il rapporto recentemente pubblicato sull’impatto del programma Erasmus+ rileva che, dopo un tirocinio all’estero, il 51% degli studenti italiani riceve un’offerta di lavoro mentre la media europea è del 30%.

A colpirmi, oltre alla grande partecipazione a una proposta formativa e di approfondimento in ore libere dalle lezioni per le giornate di carnevale, è stata la curiosità e la sensibilità che questi ragazzi hanno dimostrato sia verso gli aspetti tecnico-scientifici sia nei confronti dei temi sociali legati alla missione di Telethon e al mondo delle malattie rare.

Raramente mi capita di ricevere domande e spunti così articolati e pertinenti – anche considerando molte conferenze stampa e convegni per addetti ai lavori.

Nelle loro parole, all’inizio un po’ timorose e via via sempre più assertive, ho colto un grande desiderio di verifica delle tantissime informazioni con cui hanno occasione di confrontarsi, anche ricorrendo ai social network, e uno spiccato senso critico che probabilmente deriva proprio dall’abitudine a questa esposizione ai media che per molti aspetti è più attiva, ma anche più caotica, rispetto a quella delle generazioni precedenti.

Un esempio su tutti: la vicenda Stamina è tuttora molto presente quando si parla di ricerca e terapie. Il bombardamento di informazioni, e slogan più o meno gridati, è stato tale che è quasi come se il caso fosse permanentemente aperto.

In altre parole, le nuove generazioni sono cresciute in un mondo in cui è estremamente facile accedere alla conoscenza e al tempo stesso molto complesso selezionare fonti e dati attendibili.

Ma ho trovato questi ragazzi molto consapevoli dei vantaggi e dei pericoli della cosiddetta infosfera  e penso che proprio in questo stia la loro forza e il potenziale enorme che esprimono come cittadini. (Complimenti ai loro insegnanti perché credo che coltivare la conoscenza e stimolare il senso critico sia l’ambizione più alta per un mentore.)

Per un’organizzazione come Telethon, che vive grazie alla partecipazione della società civile e che invoca l’adesione consapevole di donatori e sostenitori, è fondamentale dedicare attenzione alle nuove generazioni e coltivare con loro una autentica relazione di reciprocità e partecipazione.

pasinelli

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